La Fontana di Trevi

“Marcello! Come here! Hurry up!” quante volte abbiamo visto lo spezzone di questo film, dove Anita Ekberg invita Marcello Mastroianni a tuffarsi nella famosissima Fontana di Trevi? Onoriamo la bella attrice ahinoi scomparsa e ci occupiamo di questo monumento. Uno dei capolavori più belli d’Italia che tutto il mondo invidia. Dall’effetto incredibilmente scenografico suscita meraviglia e stupore. Da togliere il fiato! Vi raccontiamo la sua storia… La fontana di Trevi è stata progettata e disegnata da Nicola Salvi, vincendo il concorso organizzato da Clemente XII. La fontana ha avuto una lunga storia e solamente dopo il 1762 è stata realizzata come noi la conosciamo. Numerosi sono gli interventi di restauro e di costruzione che si sono succeduti nei secoli in questa piazza, a partire dall’acquedotto Vergine che risale al tempo di Augusto. Fu il sesto acquedotto romano e ad oggi l’unico funzionante. Pensate un po’, venne inaugurato nel 19 a.C. Il concorso si aprì nel 1731, indetto da papa Clemente XII e giudicato da una commissione di esperti. Si scelsero dei progetti che andavano a modificare la facciata del palazzo dei duchi Poli (il palazzo retrostante), con loro grande disappunto. Il papa però non diede credito alle loro lamentele e vinto il progetto da Nicola Salvi, si procedette ad oscurare due fila di finestre dell’edificio. L’architetto come ha impostato il progetto? Ha ripreso il barocco berniniano precedente e l’ha raccordato con il monumentale classicismo caratteristico del pontificato di Clemente XII. Il finanziamento da dove è scaturito? Il denaro necessario alla realizzazione proviene dalla reintroduzione del Gioco del Lotto a Roma. Nel 1732 iniziarono i lavori e vista la grandiosità e la lentezza con cui si procedeva, Clemente XII volle inaugurarla subito, con i lavori in corso, pensando giustamente di non sopravvivere fino alla sua conclusione. Infatti morì qualche anno dopo come l’architetto progettista e lo scultore Giovanni Battista Maini. Si ultimò durante il pontificato di Clemente XIII e inaugurata, definitivamente, per la terza volta il 22 maggio 1762. I lavori conclusivi vennero affidati all’architetto Giuseppe Pannini, poi allontanato per aver cambiato l’idea originale. Quindi l’incarico passò allo scultore Pietro Braccio e a suo figlio Virginio. L’opera scultorea venne completata con un sentore illuminista. Che cosa si rappresenta? La composizione raffigura il mare, inserita in una piscina rettangolare dagli angoli arrotondati. Dalla facciata del palazzo, entro una grande nicchia, si mostra Nettuno su un carro a conchiglia, trainato da due cavalli alati guidati da altrettanti tritoni e personaggi mitologici, stagliati su rocce di travertino. Un cavallo è agitato mentre l’altro è calmo, per rappresentare il mare a volte in tempesta e a volte calmo. Le due statue ai lati di Oceano sono la Salubrità a destra e l’Abbondanza a sinistra. Sopra di esse ci sono due bassorilievi: uno raffigurante Agrippa che inaugura l’acquedotto e l’altro in cui l’Aqua Virgo indica ai soldati le sorgenti d’acqua. Le quattro colonne che si stagliano in alto rappresentano la base di appoggio di statue allegoriche. Per finire, in alto, sovrastante tutto il complesso, c’è lo stemma di Clemente XII sorretto da due statue.